Un evento scioccante ha scosso la comunità di tartufai della Valtiberina umbro-toscana nei giorni antecedenti al Natale. Lo racconta La Nazione Umbria. Un tartufaio sessantenne, residente a Sansepolcro ma originario di San Giustino, ha scoperto la sua Fiat 600 avvolta dalle fiamme dopo una sessione di ricerca tartufi in località Ospedaletto. L’incendio, di origine dolosa, ha suscitato preoccupazione e indignazione tra gli abitanti della zona.
Questo grave episodio è l’ultimo di una serie di attacchi che sembrano essere motivati da screzi e invidie tra i tartufai della regione, con il tartufo – un prodotto pregiato che può raggiungere i 1500 euro al chilo – al centro della contesa. Un tartufaio esperto, che ha preferito rimanere anonimo, ha rivelato: “Sulla strada per Ospedaletto ci sono stati atti vandalici come chiodi disseminati e pneumatici squarciati. mentre a un’altra auto è stato sfondato il radiatore. Questi atti di sabotaggio sono diventati un serio problema per chi cerca tartufi.” Di sicuro c’è che nei giorni precedenti si erano verificati altri tristi episodi come l’avvelenamento dei cani da tartufo.
I carabinieri della Stazione di Pieve hanno immediatamente avviato indagini sull’incendio, anche se non sono stati trovati inneschi o liquido infiammabile sul luogo dell’evento. Tutto indica che l’attacco sia stato un messaggio intimidatorio contro i tartufai “non locali”.
Questi episodi non sono isolati. In passato, si sono verificati altri atti di vandalismo e confronti tesi tra i cercatori di tartufi, segno di una rivalità crescente nella regione. La competizione per il “diamante della terra” ha portato a una sorta di guerra non dichiarata, dove gli atti ostili vanno oltre il danno alle proprietà.
Questa situazione mette in luce un aspetto oscuro e pericoloso della raccolta di tartufi, tradizionalmente vista come un’attività pacifica e legata alla natura. Invece, sta emergendo un contesto di rivalità e violenza, che trasforma le pacifiche foreste di faggi e querce in scenari di un vero e proprio Far West. La guerra del tartufo, con le sue “piccole battaglie”, riflette un lato inquietante e spesso trascurato della raccolta di questo pregiato tubero.